Il Terrorismo di Destra
L’attività del terrorismo di destra negli anni dal 1969 al 1975 non si presta, soprattutto in prima lettura, ad interpretazioni univoche e definitive. Anzi – ai fini della presente ricerca – meglio è insistere sui problemi rimasti ancora irrisolti.
Per quanto attiene la tattica delle azioni diverse dalle stragi eseguite dai neri – ovvero, per quanto concerne il tipo dei bersagli colpiti, la forma stessa o la localizzazione delle azioni medesime – certo è che dal 1969 al 1975 i terroristi di destra uccidono 20 persone e non ne feriscono nessuna, consumano 2.156 violenze (come pestaggi o atti di guerriglia), rivendicano esplicitamente 133 attentati a cose e persone mentre con una certa sicurezza sempre ai neri vengono attribuiti 1.339 attentati non rivendicati. Sembra, quindi, che in questi anni comportamentalmente il terrorismo di destra abbia avuto connotati «squadristici» come il fascismo del 1920-1922: per tipo e numero di azioni compiute prevale l’uso della violenza diretta, contro gli avversari politici. Notevole è il ricorso al tritolo usato in abbondanza, di notte, essenzialmente contro le sedi di partiti o organismi democratici. Escluse quasi del tutto da ogni assalto sono le persone e le sedi delle forze dell’ordine (le quali sedi, peraltro, nel periodo 1969-1975 lamentano solo 57 violenze, per la maggior parte opera del terrorismo di sinistra). Su 11 sequestri di persona compiuti dai terroristi in generale dal 1969 al 1975, nessuno è da ascriversi ai neri; sono invece le organizzazioni clandestine di sinistra ad utilizzare il veicolo pubblicitario nuovissimo del sequestro politico – e quindi direi, svolto in pubblico – di dirigenti d’azienda o capi-reparto.
In merito alle organizzazioni che hanno firmato le azioni del terrorismo nero, certo è che dal 1969 al 1980 esse sono state in tutto 171, ed almeno 1’80% di esse ha operato nel periodo 1969-1975. La gran parte di questi gruppi ha concentrato, anche per il periodo indicato, la propria attività su Roma e, in misura molto più ridotta, su Milano. Il rapporto fra gli attentati rivendicati dai neri (133) e quelli loro attribuiti (1.339) dimostra ad abundantiam che il terrorismo di destra ha scelto di gran lunga l’opzione dell’«azione coperta», ovverossia del fatto terroristico non dichiarato né come autori né come finalità. E la via che rende quanto mai problematiche le indagini giudiziarie e poliziesche verso persone (obiettivamente desiderose di rimanere sconosciute) che non firmano l’atto nemmeno come gruppo (di per sé relativamente individuabile con maggiore facilità); è il sistema per lasciare sempre in piedi il nodo politico del «chi è» e del «cui prodest» per ogni atto terroristico.
Molto raramente, per il 1969-1975, le azioni terroristiche dei neri risultano firmate da On [Ordine nuovo] o An [Avanguardia nazionale]. Spessissimo, accanto a sigle tanto sconosciute da sembrare di puro comodo,
appaiono le firme dei Giustizieri d’Italia o delle Squadre d’azione Mussolini, che i1 26 gennaio 1969 a Milano compiono il primo atto terroristico rivendicato dalla destra contro un palazzo che ospita più organismi ed enti democratici. Dal 1969 al 1974 nella sola Milano 80 attentati sono consumati dalle Sam. In questa organizzazione militava Giancarlo Esposti la cui morte,avvenuta in un conflitto a fuoco coi carabinieri in Abruzzo mentre Esposti ben provvisto di esplosivo pareva dovesse calare su Roma per la festa della Repubblica, sarà commemorata da Avanguardia nazionale.
Numerose sono le sigle di gruppi eversivi di destra che compaiono per appena il tempo di scoppio di una bomba.
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